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Autostrada Asti-Cuneo

ultimo aggiornamento: 28/12/2018
settore: Viabilità

Descrizione Progetto

L’opera è inserita nella serie degli interventi strategici della Legge Obiettivo come un’infrastruttura essenziale nel disegno complessivo dei traffici e delle comunicazioni che dalla Pianura Padana si irradia verso l’Europa e il Mediterraneo.
Il collegamento autostradale Asti-Cuneo ha una lunghezza complessiva di 90,203 km e si divide nei seguenti due Tronchi, interconnessi tra loro da un tratto dell’autostrada A6 Torino-Savona:

  • il 1° Tronco, costituito da n. 5 lotti, di lunghezza complessiva pari a 32,001 km e compreso tra lo svincolo di Massimini (sull’autostrada A6 Torino-Savona) e Cuneo;
  • il 2° Tronco, costituito da n. 10 lotti, di lunghezza complessiva pari a 58,202 km e compreso tra lo svincolo di Marene (sull’autostrada A6 Torino-Savona) e lo svincolo di Asti est (sull’autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia).

La sezione autostradale è composta da 2 corsie più corsia di emergenza per senso di marcia. L’opera prevede 9,1 km di ponti e viadotti, oltre 10 km di gallerie e 11 nuovi svincoli.

Soggetti coinvolti

Anas, Ministero delle Infrastrutture, CIPE, Regione Piemonte, Società autostradali, Province di Asti e Cuneo, SALT Spa - GRASSETTO Spa - ITINERA Spa

Cronoprogramma

2000
2019
2030
in ritardo

Dettagli prossima fase

L’ultimazione dell’opera era prevista entro 4 anni dall’efficacia (registrazione dell’atto presso Corte dei Conti) della convenzione tra ANAS e la Società Asti-Cuneo Spa (11 febbraio 2008). I lavori sono iniziati nel luglio 2000 e il completamento era previsto nel 2012, ma alcune tratte sono tutt’oggi in ritardo. Successivamente a febbraio 2018 la Commissione Europea ha approvato il progetto di cross financing che sblocca il completamento dell’opera. Tale formalizzazione ha permesso di sancire un atto aggiuntivo per il nuovo progetto. Ad aprile 2018 la Commissione europea ha approvato, in base alle norme dell'UE sugli aiuti di Stato, i piani italiani per prorogare due concessioni autostradali e imporre un massimale ai pedaggi. Ciò consente di sbloccare 8,5 miliardi di euro di investimenti, riducendo nel contempo l'impatto sugli utilizzatori e limitando le distorsioni della concorrenza. La decisione della Commissione fa seguito all'accordo di principio raggiunto il 5 luglio 2017 fra la Commissaria Vestager e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio. Il piano prevede in particolare la proroga di due importanti concessioni autostradali detenute da Autostrade per l'Italia (ASPI) e da Società Iniziative Autostradali e Servizi (SIAS). A fronte di tale prolungamento ASPI impiegherà le entrate generate dalla proroga della concessione per si impegna a portare a termine l'autostrada Asti-Cuneo A33. La Commissione europea ha pubblicato ad agosto 2018 il testo ufficiale della decisione C(2018) 2435 presa dall'esecutivo di Bruxelles il 27 aprile scorso in materia di proroghe di alcune concessioni autostradali italiane, chiesta dal precedente Ministro delle Infrastrutture Delrio. La decisione conferma il via libera (da confermare con atti aggiuntivi da parte del Mit con le società) a 4 anni di proroga per Autostrade per l'Italia, a fronte di investimenti per 7,938 miliardi di euro con incrementi tariffari inferiori a quanto oggi previsto, e 4 anni a Satap A4 (Gruppo Gavio) per finanziare in cross-financing il completamento della Asti-Cuneo. La Commissione impone però come condizione per la Asti-Cuneo, che l'80% dei lavori da realizzare siano affidati a imprese di costruzione “terze”, con gare europee. Per chiedere la conclusione dei lavori dell’Autostrada Asti Cuneo si sono riuniti il Presidente Chiamparino, il Presidente della Provincia di Cuneo, Sindaci e rappresentanti delle organizzazioni produttive del territorio, nelle mobilitazioni di luglio e di novembre 2018. Intanto il progetto è fermo negli uffici del Ministero, che avrebbe dovuto portarlo all’approvazione del Cipe, in modo da far partire i lavori entro dicembre, così come era stato stabilito nell’Accordo con il concessionario autostradale. L’inizio dei cantieri era previsto per il primo semestre del 2018 per la parte di progetto già approvato finanziabile con i primi 150 dei circa 360 milioni necessari a completare il lotto 2.6. La fine dei lavori è prevista per il 2030. In particolare, è stato stimato che sono 300 mila euro al giorno il danno provocato dal mancato collegamento, mentre 100 milioni l’anno per i trasportatori e i commercianti che usano quella strada per lavoro.

Copertura finanziaria

  • Disponibili 1.457 Milioni di €
  • Non ancora disponibili 0 Milioni di €

Stato di avanzamento del progetto

Stato Progettazione

Lavori in corso

Progettazione

Dei due tronchi principali costituenti l'opera la situazione è la seguente:

  • il Tronco 1 (dalla città di Cuneo all’interconnessione di Massimini sulla A6) con uno sviluppo complessivo di 32 km risulta completato  e operativo tranne per la tratta del lotto 1.6;
  • il Tronco 2 (daglii svincoli di Asti est ed ovest della A21 Torino-Piacenza sino allo svincolo di Marene sulla A6) per uno sviluppo complessivo di 58 km circa risulta parzialmente completato. Mancano i lotti 2.5 , 2.6, 2.1b e 2.1 dir pari ad uno sviluppo complessivo di km 27 circa.

 

Costo dell'Opera

1.457.468.000

Dettaglio Costi

Finanziamenti disponibili

1.457.468.000

Criticità

Politiche

Fino al luglio 2000 la SATAP spa era il soggetto concessionario dell’opera, al 31 luglio 2000 l’ANAS è diventato unico concessionario dell’opera.
Nel marzo 2005 l'ANAS ha affidato i lavori in concessione, espletando gara europea, alla Società mista Asti-Cuneo Spa (costituita da ANAS al 35%, Salt-Grassetto-Itinera al 65%).
Nel marzo 2006 è stata firmata la convenzione di concessione tra Anas e Società mista. A seguito del D.L. 262 collegato alla Finanziaria 2007 (che prevedeva la revisione delle convenzioni autostradali) è stata rivista la convenzione.
La nuova convenzione prende atto che: 40 Km sono stati realizzati dall'Anas mentre per i 50 Km rimanenti la concessione è di costruzione e gestione; la durata della concessione è di 27 anni e 6 mesi e si concluderà quindi nel 2035.
La Convenzione è diventata efficace l'11 febbraio 2008 con notifica registazionepresso la Corte dei Conti.

Il gruppo GAVIO ha presentato un piano particolareggiato delle convenzioni, in cui propone, in sintesi, per le sue controllate l’unificazione delle concessioni e la proroga delle scadenze da una media del 2027 a dicembre 2043.

Il 14 Ottobre 2016 si è siglata un’intesa, tra Confindustria Cuneo e l’amministratore delegato della società Austrada Asti-Cuneo Spa, per  il possibile accorpamento della concessione della A33 Asti-Cuneo con la A21 Torino-Piacenza. L’intesa si è fondata  sulla necessità, per completare l’opera, di un riequilibrio del piano finanziario originario, che può essere raggiunto senza gravare sulla spesa pubblica, attraverso l’accorpamento e prolungano la concessione della A21 (in scadenza al  2017) di 7 anni, e allineando la scadenza di entrambe le concessioni al 2030. La proroga della concessione è attualmente all’esame della Commissione Europea.

Successivamente a febbraio 2018 la Commissione Europea ha approvato il progetto di cross financing che sblocca il completamento dell’opera. Tale formalizzazione ha permesso di sancire un atto aggiuntivo per il nuovo progetto.

Ad aprile 2018 la Commissione europea ha approvato, in base alle norme dell'UE sugli aiuti di Stato, i piani italiani per prorogare due concessioni autostradali e imporre un massimale ai pedaggi. Ciò consente di sbloccare 8,5 miliardi di euro di investimenti, riducendo nel contempo l'impatto sugli utilizzatori e limitando le distorsioni della concorrenza.

La decisione della Commissione fa seguito all'accordo di principio raggiunto il 5 luglio 2017 fra la Commissaria Vestager e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio. Il piano prevede in particolare la proroga di due importanti concessioni autostradali detenute da Autostrade per l'Italia (ASPI) e da Società Iniziative Autostradali e Servizi (SIAS).

A fronte di tale prolungamento ASPI impiegherà le entrate generate dalla proroga della concessione per si impegna a portare a termine l'autostrada Asti-Cuneo A33.

La Commissione europea ha pubblicato ad agosto 2018 il testo ufficiale della decisione C(2018) 2435 presa dall'esecutivo di Bruxelles il 27 aprile scorso in materia di proroghe di alcune concessioni autostradali italiane, chiesta dal precedente Ministro delle Infrastrutture Delrio. La decisione conferma il via libera (da confermare con atti aggiuntivi da parte del Mit con le società) a 4 anni di proroga per Autostrade per l'Italia, a fronte di investimenti per 7,938 miliardi di euro con incrementi tariffari inferiori a quanto oggi previsto, e 4 anni a Satap A4 (Gruppo Gavio) per finanziare in cross-financing il completamento della Asti-Cuneo.  La Commissione impone però come condizione per la Asti-Cuneo, che l'80% dei lavori da realizzare siano affidati a imprese di costruzione “terze”, con gare europee.

Per chiedere la conclusione dei lavori dell’Autostrada Asti Cuneo si sono riuniti il Presidente Chiamparino, il Presidente della Provincia di Cuneo, Sindaci e rappresentanti delle organizzazioni produttive del territorio, nelle mobilitazioni di luglio e di novembre 2018.

Intanto il progetto è fermo negli uffici del  Ministero, che avrebbe dovuto portarlo all’approvazione del Cipe, in modo da far partire i lavori  entro dicembre, così come era stato stabilito nell’Accordo con il concessionario autostradale.

L’inizio dei cantieri era previsto per il primo semestre del 2018 per la parte di progetto già approvato finanziabile con i primi 150 dei circa 360 milioni necessari a completare il lotto 2.6. La fine dei lavori è prevista per il 2030.

In particolare, è stato stimato che sono 300 mila euro al giorno il danno provocato dal mancato collegamento, mentre 100 milioni l’anno per i trasportatori e i commercianti che usano quella strada per lavoro.

Finanziarie

Il contributo pubblico previsto è di 782 milioni di Euro; la rimanente quota sarà a carico della Società concessionaria Asti-Cuneo Spa.