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Pedemontana Piemontese (A4 Santhià - Biella - Gattinara - A26 Romagnano Ghemme)

ultimo aggiornamento: 28/04/2020
settore: Viabilità

Descrizione Progetto

L’area oggetto di intervento si sviluppa in un quadrante che presenta grosse potenzialità e capacità di contribuire allo sviluppo regionale piemontese. L’opera già indicata nell'ambito della Legge Obiettivo, costituisce, nel contesto nazionale, il ramo occidentale della Pedemontana veneto-lombarda-piemontese. L'opera si colloca come asse di penetrazione nel territorio Biellese al fine di garantire un accesso diretto al sistema autostradale trasversale costituito dalla A4 Torino-Milano e dalla A26 Genova–Gravellona. Queste potenzialità si legano inoltre ad una molteplice progettualità programmata a livello europeo, con i Corridoi Mediterraneo e Reno - Alpi che si intersecano nella pianura limitrofa, a livello transfrontaliero con il potenziamento della linea ferroviaria del Sempione, a livello nazionale con l’individuazione della Piattaforma Territoriale Strategica del “Corridoio dei due mari” individuata dal Ministero delle Infrastrutture, a livello del Nord-Ovest d’Italia con la piattaforma terziario-logistica transnazionale facente capo al nodo trasportistico di Novara-Vercelli ed integrata con Genova e Milano, con la connessione ferroviaria AC/AV Novara–Milano e le connessioni ferroviarie e stradali Novara-Malpensa, nonché con la connessione con la pedemontana lombarda e l’accesso al Gottardo.

Nonostante le premesse, nell’autunno del 2013, l’analisi dei flussi di traffico, valutati da Satap (Concessionario) in piena crisi economica, per i successivi anni, fa’ sì che si debba rinunciare al progetto autostradale. La stimata flessione del 40% sui volumi di traffico previsti, rende insostenibile per il concessionario la spesa per costruire i 40 chilometri di raccordo fra la A4 e la A26. Così, nel giugno 2015, la procedura per la realizzazione della Pedemontana Piemontese in sezione stradale A, viene formalmente chiusa da CAP SpA. Persistendo l’interesse pubblico a realizzare l’opera di collegamento stradale almeno per il tratto Masserano-Ghemme, il 28/07/2014 CAP SpA presenta al MIT la proposta progettuale relativa alla prima fase di attuazione della Pedemontana, ovvero la Tratta Masserano-Ghemme, prevedendo una strada in sezione B da realizzare con i 205 ML di finanziamento pubblico rimasto (a carico della Regione per 125 milioni e del Governo per 80 milioni). A fine 2014 la Regione Piemonte si trova costretta a ritirare il proprio finanziamento per problemi contingenti legati all’alluvione. Dal progetto della Masserano – Ghemme, CAP SpA cerca così di portare avanti il 1°lotto della Gattinara-Ghemme da realizzare con gli 80 ML statali.

In esito alla seduta del 1 maggio 2016, il CIPE ha identificato in ANAS S.p.A il soggetto aggiudicatore del Collegamento viario “Pedemontana Piemontese” tra la A4 e la A26 (Santhià – Biella –Gattinara – Ghemme). Passo importante per la realizzazione dell’opera.

La Delibera (a seguito della seduta citata) conferma inoltre specificatamente la tratta Masserano-Ghemme e l’assegnazione, a favore di ANAS, di 80 milioni di euro ai sensi del decreto legge n.133/2014 Sblocca Italia. L’intervento è finanziato inoltre per 124,7ML di € da fondi regionali FSC 2014-2020 assegnati all’opera attraverso il Piano Operativo di riparto contenuto nella Delibera CIPE n. 54/2016 del 1/12/2016 per complessivi 204,7 ML di €.

Pertanto, la Regione Piemonte ha istituito a inizio 2017 un Tavolo di Lavoro con le Istituzioni locali, Comuni e Province coinvolte,  e il sistema delle imprese per monitorare la progettazione definitiva dell’opera, in capo ad ANAS. Infatti, al fine di valutare le richieste emerse, come il caso dell’inserimento di un ulteriore svincolo per Roasio. Il passaggio da un sistema “chiuso” come quello autostradale ad uno aperto ha reso possibile la progettazione di una differente conformazione degli svincoli, individuando soluzioni a minor consumo di suolo. Il progetto definitivo prevede un’estensione di circa 14 km in categoria B (secondo il DM 05/11/2001), con 4 intersezioni a livelli sfalsati ed un viadotto sul fiume Sesia di lunghezza di circa 800 m.

Nel 2017 ANAS, viste le criticità emerse in riferimento alle attività progettuali avviate ai sensi della delibera CIPE 23/2016 del 5/08/2016, ha richiesto al MIT una proroga di sette mesi, aggiornando al 31/08/2018 la data di consegna del Progetto Definitivo inizialmente prevista al 31 dicembre del 2017, pena la revoca dello stanziamento degli 80 milioni di euro.

Nel 2017, grazie al lavoro concertato della Regione Piemonte e dell’ANAS, si è ottenuta la proroga della data di scadenza da MEF e MIT per l’approvazione da parte del CIPE degli elaborati progettuali del lotto funzionale, riprogrammando gli 80 milioni sulle annualità 2018 (75,08 milioni) e 2019 (i restanti 4,54 milioni).

A maggio 2018 è stato presentato il progetto definitivo redatto da Anas del nuovo collegamento viario tra la A4 e la A26, tratta “Masserano-Ghemme”, per il quale la stessa ANAS era stata individuata, con delibera CIPE n. 23 del novembre 2016, quale soggetto aggiudicatore. Nell’aprile 2017 con la delibera CIPE n.54 era stato quindi approvato il piano operativo dei fondi FSC 2014-2020 che assegnava le risorse necessarie a completa copertura dell’intervento.

A giugno 2018 ANAS ha trasmesso il progetto definitivo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e nel mese di settembre al Ministero dell’Ambiente (MATTM) che inzialmente aveva espresso la necessità di avviare una nuova procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, sebbene la richiesta di ANAS di riconfermare il parere di VIA sulla Pedemontana (tracciato autostradale) espresso nel 2011. A novembre il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici esprime parere positivo e a dicembre il MATTM esclude la necessità di una nuova procedura di VIA richiedendo ad ANAS di perfezionare l'istanza integrando la documentazione tecnico- amministrativa presentata ad ottobre.

Storico procedurale:

16-01-2019: ANAS trasmette la documentazione per perfezionare l'istanza richiesta dal MATTM;

21-02-2019: MATTM avvia la procedura di riesame del giudizio di compatibilità ambientale;

13-03-2019: la Regione richiede le integrazioni progettuali;

14-03-3019: prima riunione della Commissione tecnica di Verifica dell'impatto ambientale VIA-VAS

20-06-2019: MATTM richiede integrazioni progettuali e fissa in 30 giorni la scadenza per la consegna;

12-07-2019: MIT prima conferenza di servizi per l'approvazione del progetto definitivo, localizzazione urbanistica, dichiarazione di pubblica utilità ed assegnazione dei fondi, ex D.Lgs. 163/2006;

29-07-2019: MATTM concede all'ANAS una proroga di 90 giorni per la consegna delle integrazioni progettuali, ovvero entro inizio novembre 2019;

24-10-2019: ANAS trasmette al MATTM le integrazioni progettuali;

4-11-2019: MATTM pubblica le integrazioni progettuali e stabilisce la scadenza di 30 giorni per l'invio delle osservazioni sulle integrazioni progettualida parte della Regione e tutti i soggetti interessati.

 

Soggetti coinvolti

CIPE, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell'Ambiente, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ANAS, SATAP, Regione Piemonte, Province di Biella, Novara e Vercelli, CAP SpA.

Cronoprogramma

2018
2020
2027
in ritardo

Dettagli prossima fase

Si è conclusa la conferenza dei servizi regionale ed è stata definita la deliberazione di giunta sulla localizzazione e compatibilità ambientale. È necessaria, quindi, l’approvazione e l’invio al MIT e al MATTM che proseguiranno l'iter chiudendo la propria istruttoria e conferenze di servizi. Nel frattempo ANAS ha avviato le fasi per iniziare gli scavi archeologici. Entro la fine del 2020 sarà ultimato il progetto esecutivo e pubblicato il bando di gara, mentre entro la fine del 2021 sarà individuato l'aggiudicatario dei lavori e dovranno iniziare le opere propedeutiche al cantiere, con la risoluzione delle varie interferenze (linee bassa e media tensione Enel, alta tensione Terna, presenza di piccoli canali irrigui e di scolo, etc.). Per il 2022, infine, è prevista la cantierizzazione vera e propria con l'inizio dei lavori sul tracciato; la fine dei lavori è prevista di conseguenza a cavallo fra il 2026 e il 2027.

Copertura finanziaria

  • Disponibili 205 Milioni di €
  • Non ancora disponibili 0 Milioni di €

Stato di avanzamento del progetto

Stato Progettazione

Progetto preliminare

Progettazione

A partire dal tracciato di Pedemontana Piemontese concordato tra gli enti a seguito della Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale è stato individuato il tratto della Masserano – Ghemme, in sezione B1, come la 1° fase di attuazione, in considerazione dell’invarianza di tracciato e della riduzione degli impatti, avvenuta grazie al restringimento dell’impronta di occupazione della strada e degli svincoli (si è passati dalla sezione A1 di Pedemontana alla sezione B1) e conseguentemente delle aree di esproprio, nonché della banchina laterale, oltre che del traffico previsto.

La piattaforma stradale del tratto Masserano-Ghemme avrà sezione trasversale di categoria B “extraurbana principale” ai sensi del DM 05/11/2001, rispetto alla sezione di categoria A del progetto preliminare della Pedemontana Piemontese. La sezione di categoria B prevede un restringimento della banchina esterna di 1,25 m per parte, passando da 3,00 m a 1,75 m, con un conseguente restringimento della larghezza complessiva della piattaforma stradale di 3,00 m, passando da 25,00 m a 22,00 m. Gli svincoli previsti lungo il tratto stradale in oggetto sono analoghi a quelli presenti nel progetto preliminare, già a disposizione del MIT:

•svincolo di Masserano;

•svincolo di Gattinara;

•svincolo di Ghemme di interconnessione all’autostrada A26.

Rispetto al progetto preliminare della Pedemontana Piemontese sono stati stralciati dal progetto alcuni cavalcavia e sottopassi a servizio della viabilità secondaria interferita. Tale stralcio non condiziona in alcun mondo la fluidità della viabilità al contorno all’opera, in quanto permangono altre opere di scavalcamento dell’asse in progetto in prossimità di strade provinciali di maggiore importanza. Infatti su circa 15,00 Km di sviluppo dell’infrastruttura Masserano-Ghemme permangono 7 cavalcavia al fine di permettere la ricucitura della viabilità poderale limitrofa (circa 1 cavalcavia ogni 2 Km), nonché 2 sottopassi, che sommati ai 7 cavalcavia, consentono di ottenere 1 cavalcavia/sottopasso ogni 1,6 Km. L’opera d’arte più significativa compresa nel nuovo progetto è costituita dal Viadotto sul Sesia di 840 mt.

Inoltre, nel 2017 ANAS ha predisposto alternative progettuali coerenti alle richieste di cui al parere VIA n.848 del 2011. Tra le principali modifiche rispetto al progetto originario, la scelta di sviluppare il lotto Masserano-Ghemme non più in sezione A1 ma bensì in B1 e la volontà di inserire nella progettazione definitiva un’ulteriore uscita, quella di Roasio.

A maggio 2018 è stato presentato il progetto definitivo redatto da Anas del nuovo collegamento viario tra la A4 e la A26, tratta “Masserano-Ghemme”, per il quale la stessa ANAS era stata individuata, con delibera CIPE n. 23 del novembre 2016, quale soggetto aggiudicatore. Nell’aprile 2017 con la delibera CIPE n.54 era stato quindi approvato il piano operativo dei fondi FSC 2014-2020 che assegnava le risorse necessarie a completa copertura dell’intervento.

A giugno 2018 ANAS ha trasmesso il progetto definitivo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e nel mese di settembre al Ministero dell’Ambiente (MATTM) che inzialmente aveva espresso la necessità di avviare una nuova procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, sebbene la richiesta di ANAS di riconfermare il parere di VIA sulla Pedemontana (tracciato autostradale) espresso nel 2011. A novembre il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici esprime parere positivo e a dicembre il MATTM esclude la necessità di una nuova procedura di VIA richiedendo ad ANAS di perfezionare l'istanza integrando la documentazione tecnico- amministrativa presentata ad ottobre.

A febbraio 2019 si riapre la procedura di riesame del giudizio di compatibilità ambientale a cui fanno seguito a, marzo, la prima riunione della Commissione tecnica di Verifica dell'impatto ambientale VIA-VAS e, a luglio, al MIT la prima conferenza di servizi per l'approvazione del progetto definitivo, localizzazione urbanistica, dichiarazione di pubblica utilità ed assegnazione dei fondi, ex D.Lgs. 163/2006.

I passaggi successivi saranno il rilascio del parere finale della Commissione Tecnica di Verifica VIA-VAS; la chiusura della conferenza di servizi del Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti (Regione, Comuni, Province ed enti interferiti) per l’approvazione del progetto, intesa su localizzazione, dichiarazione di pubblica utilità ed assegnazione dei fondi necessari (costituisce variante urbanistica e vincolo preordinato all’esproprio); e la deliberazione del CIPE che prende atto dell’esito della conferenza del MIT.

 

Costo dell'Opera

204.700.000

Dettaglio Costi

I costi della tratta Masserano- Ghemme ammontano a 204,7 mln di euro di cui 109,3 mln per lavori e i restanti 95,4 mln per somme a disposizione (spese tecniche per progettazione, direzione lavori, collaudo, espropri, imprevisti ecc..). Complessivamente i costi dell’intera infrastruttura Santhià – Ghemme sono stati stimati in 633 mln di euro.

 

Finanziamenti disponibili

204.700.000

Dettaglio Finanziamenti

Del costo complessivo dell'opera risultano stanziati:

  • 124,7 Milioni finanziati da Regione Piemonte attraverso i fondi del “Piano Operativo Fondo Sviluppo e Coesione infrastrutture 2014-2020” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Delibera CIPE 25 nel 2016).
  •  80 Milioni, mediante il DL “Sblocca Italia” 133/2014.

Le risorse vengono erogate all’ANAS dal Ministero. La Regione Piemonte in passato ha proposto all’ANAS la stipula di convenzione con la quale Regione si assumeva il ruolo di coordinatore nei confronti degli enti locali, per le fasi di progettazione e realizzazione.
 

Criticità

Tecniche

ANAS ha concordato con il MIBAC il piano di indagini preventive sul rischio archeologico. Gli esiti di tali indagini sono indispensabili per il rilascio da parte del MIBAC del proprio parere favorevole.

Le indagini si svolgono in due fasi:

- prima fase nelle zone con rischio archeologico elevato presso gli svincoli di Gattinara e Roasio (durata 6 mesi per affidamento ed esecuzione). La conclusione delle indagini archeologiche era prevista per marzo 2020.

- seconda fase su tutto il resto del tracciato, con tipologia di indagine da definire in base agli esiti della prima fase. In caso di presenze archeologiche significative il MIBAC ha richiesto l’esecuzione di indagini con lavorazioni che al momento sono stimate per un valore di circa 16 mln di euro. In tal caso dovranno essere trovate le risorse economiche attualmente non previste nel quadro economico di progetto.

Tale tempistica delle indagini ha ricadute sulle procedure ministeriali del MATTM e del MIT che non potranno concludersi in assenza del parere favorevole del MIBAC.

Approfondimenti