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Porto di Savona (potenziamento delle aree operative)

ultimo aggiornamento: 23/02/2021
settore: Porti

Descrizione Progetto

Con Decreto Legislativo n. 169 del 4 agosto 2016 relativo alla riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità Portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono stati accorpati i governi dei porti introducendo le Autorità di Sistema Portuale. I porti di Genova e Savona-Vado costituiscono oggi l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.

Approvazione del Piano Regolatore Portuale e realizzazione delle opere di potenziamento del Porto di Savona. La legge di riforma della portualità italiana (L. n. 84/94) attribuisce un ruolo fondamentale alla predisposizione dello strumento urbanistico portuale, definendone finalità e procedure di approvazione, in collegamento con la pianificazione comunale. Le autorità portuali predispongono piani operativi triennali all'interno dei quali sono individuate annualmente le opere da realizzarsi. Per quanto riguarda il Porto di Savona gli interventi più rilevanti destinati a incrementare significativamente la capacità operativa del porto riguardano l'area Savona Merci Varie, l'Area Vado Container e l'Area Vado Ro Ro. Lo schema di PRP è stato adottato da Autorità Portuale e Comuni interessati, trasmesso agli Enti competenti ad aprile 2003 ed ha ricevuto il parere favorevole di V.I.A. Il 10 agosto 2005 il Consiglio regionale della Liguria ha approvato definitivamente il PRP. Tema centrale del Piano Regolatore di Savona Vado è la realizzazione della piattaforma multipurpose prevista nella rada di Vado Ligure. La struttura avrà una superficie di circa 210.000 m2 ed ospiterà un terminal contenitori dotato di una banchina rettilinea della lunghezza di 700 m, con due accosti ad elevato pescaggio: uno in radice a -15,00 m ed uno in testata a -20,00 m. Tali fondali consentiranno l’ormeggio delle navi portacontenitori di ultima generazione, di capacità superiore a 12.000 TEU, caratteristica unica fra gli scali dell’Alto Tirreno. L’obiettivo è di raggiungere a regime un traffico di 720.000 TEU, portando così il porto di Savona Vado oltre la soglia del milione di TEU. Il progetto della piattaforma introduce una serie di temi trasversali correlati (di carattere logistico, trasportistico, urbanistico e ambientale) la cui soluzione è necessaria per garantire l’efficacia operativa della nuova struttura e la sua integrazione ottimale nel contesto territoriale di Vado e dell’area circostante.

Nel 2020 l’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale ha portato avanti gli interventi previsti dal Piano Operativo Triennale 2019-2021. Nel porto di Savona sono stati completati i lavori per il potenziamento del terminal crociere, realizzati grazie ad un investimento per complessivi di 22 milioni di euro sostenuto da Autorità di Sistema Portuale e da Costa Crociere. L’intervento ha permesso di rinnovare l’edificio della stazione marittima e di adeguare gli accosti alle esigenze delle navi di nuova generazione portando i fondali dai 9 a 11 metri e consolidando le banchine.

A Vado Ligure, il 12 febbraio si è registrata l’apertura commerciale del nuovo terminal container Vado Gateway. Nella prima fase l’operatività si è concentrata sul primo accosto lungo 450 metri, ma nel corso dell’anno è stato completato l’allestimento dell’intera banchina, per un totale di 700 metri lineari. Nei primi dieci mesi di attività del terminal sono stati movimentati oltre 90.000 TEU. Nel periodo il terminal ha raggiunto una quota di traffico ferroviario attorno al 30%, muovendo 450 coppie di treni.

Nel 2020 è stato approvato dal Ministero dei Trasporti il progetto definitivo relativo al nuovo casello autostradale di Vado Ligure con innesto sulla strada a scorrimento veloce Savona-Vado. In particolare sono previsti: un nuovo viadotto del valore di 11 milioni di euro (finanziamento di Autorità di Sistema Portuale), il nuovo casello di accesso all’autostrada A10 da realizzare a cura di Autostrada dei Fiori (costo di circa 40 milioni di euro). Per la realizzazione dell’opera, fondamentale per assicurare la connessione ottimale tra il nuovo terminal di Vado e la rete autostradale, si stimano 3 anni di lavori. ll nuovo casello ed il relativo svincolo hanno come obiettivo prioritario una migliore gestione del traffico pesante generato dal terminal di Vado Ligure, riducendone la percorrenza attraverso la rete stradale urbana ed il conseguente decongestionamento del casello di Savona.

Per l’ulteriore potenziamento del servizio di trasporto ferroviario dal porto di Vado Ligure, l’Autorità di Sistema Portuale ha in programma l’intervento di completamento del terminal ferroviario per il carico/scarico dei treni in connessione alla nuova piattaforma, che prevede l’espansione delle aree operative, la realizzazione delle vie di corsa per gru a portale e la predisposizione del sistema di automazione degli impianti ferroviari.

Per quanto concerne la realizzazione del prolungamento della diga foranea nel porto di Vado – opera prevista nel Piano Regolatore del 2005 – la sentenza Consiglio di Stato nel mese dicembre 2020 ha finalmente sbloccato l’iter per l’aggiudicazione dei lavori che dovrebbero essere avviati nel 2021. L’intervento, il cui costo è di circa 80 mln. di euro, interamente finanziato da ADSP MLO, prevede lo smantellamento di circa 400 metri dell'attuale molo e il riutilizzo nella nuova diga dei 13 cassoni rimossi, oltre alla posa di 2 cassoni ex novo. La nuova diga migliorerà la manovrabilità delle navi ed insisterà su fondali più elevati (dai 35 ai 49 metri).

 

 

Soggetti coinvolti

Ministeri Infrastrutture e Ambiente, Autorità Portuale, Regione Liguria, Comuni, Concessionari, APM Termilals Vado Ligure, Autostrada dei Fiori, RFI.

Cronoprogramma

2010
ultimazione piattaforma con relative dotazioni tecniche
2020
in linea col programma

Dettagli prossima fase

Al 31/12/15, lavori eseguiti per il 35% dell'opera

Copertura finanziaria

  • Disponibili 450 Milioni di €
  • Non ancora disponibili 0 Milioni di €

Stato di avanzamento del progetto

Stato Progettazione

Lavori in corso

Progettazione

Per la realizzazione della nuova piattaforma "contenitori", l’Autorità Portuale ha fatto ricorso allo strumento del project financing, con oneri finanziari a carico anche del privato, ai sensi dell’art.37 bis e seg. della legge 11 febbraio 1994 n.109, sostituito dall’art. 153 del d. lgsl. 12 aprile 2006 n.163. L’avviso indicativo del bando per la “progettazione definitiva ed esecutiva e l’esecuzione dei lavori della nuova Piastra Multifunzionale del Porto di Vado Ligure e gestione della parte relativa al Terminal Contenitori” è stato pubblicato nel novembre 2005. Il Comitato Portuale dell’Autorità Portuale di Savona, nella seduta del 16 febbraio 2007 ha dichiarato di pubblico interesse la proposta formulata dall’A.T.I. Maersk/Grandi Lavori Fincosit /Technital, avviando quindi un secondo bando che poneva tale proposta come base per l’individuazione di eventuali offerte migliorative. Tale fase si è conclusa con la dichiarazione di diserzione della gara in presenza di un unico candidato carente dei requisiti richiesti. Pertanto, il 7 giugno 2007 è stato individuato quale soggetto promotore della procedura di project financing l’A.T.I. Maersk/Grandi Lavori Fincosit/Technital, giungendo alla stipula della relativa Convenzione in data 21 febbraio 2008. Successivamente è stato perfezionato, e sottoscritto il 15 settembre 2008, un Accordo di Programma tra Regione, Autorità Portuale, Provincia di Savona e Comune di Vado Ligure per individuare l’assetto definitivo del Terminal Multipurpose e delle aree limitrofe, definendo le soluzioni necessarie a minimizzare l’impatto ambientale dell’impianto e a consentire la riqualificazione del litorale di Vado Ligure da Porto Vado fino alla foce del Torrente Segno. Nel marzo del 2010 il CTR della Liguria ha rilasciato un giudizio positivo sulla VIA e nell'aprile 2010 si è perfezionata l'intesa Stato-Regione con la definitiva approvazione del progetto, che ha consentito di avviare i lavori nell'ottobre 2010. A dicembre 2014 lo stato di avanzamento dell'opera è arrivato al 24%.

Nel corso del 2015 sono proseguiti i lavori di completamento della nuova piattaforma multipurpose a Vado (cosiddetta “Maersk”), sebbene gli stessi abbiano subito alcuni rallentamenti a causa della mancato conferimento dei materiali inerti da scavo provenienti da cantieri esterni (ANAS - Aurelia bis Albisola-Savona e COCIV - Terzo valico dei Giovi), per problematiche tecniche relative a tali cantieri. Nel corso del 2018 i lavori di costruzione dell’opera hanno raggiunto uno stato di avanzamento di circa il 75%, lavori che hanno riguardato anche l’installazione dell’equipment del terminal. In particolare sono state posizionate sul piazzale le prime 10 ARMG (Automated Rail-Mounted Gantry Cranes), mezzi automatizzati le cui operazioni saranno controllate da remoto, consentendo di aumentare la sicurezza e la produttività dell’impianto, mentre nel mese di dicembre è arrivata la prima gru “Ship to Shore”. Il parco mezzi sarà completato con nuove consegne previste nella prima metà del 2019.

Entro la fine del 2019 sarà dunque messa in esercizio una prima porzione del terminal, su un tratto di banchina di 450 metri, mentre la piena operatività del nuovo terminal è prevista per l’anno successivo. 
Contestualmente è in fase di completamento la viabilità in sovrappasso alla strada Aurelia che mette in collegamento la piattaforma con il terminal intermodale retrostante e con il nuovo sistema di varchi portuali, in corso di realizzazione nelle aree retroportuali.

L’implementazione del sovrappasso e del terminal ferroviario ha usufruito anche di un cofinanziamento dell’Unione Europea, tramite il progetto CEF “VAMP UP”, che prevede la realizzazione di una serie di interventi finalizzati a migliorare l'integrazione ferroviaria fra il nodo di Vado Ligure e la rete nazionale.

 

Costo dell'Opera

450.000.000

Dettaglio Costi

Finanziamenti disponibili

450.000.000

Criticità

Finanziarie

Legate alla definizione delle forme di erogazione del finanziamento da parte del soggetto pubblico. Autorità Portuale ha fatto ricorso allo strumento del project financing, con oneri finanziari a carico anche del privato, ai sensi dell’art.37 bis e seg. della legge 11 febbraio 1994 n.109, sostituito dall’art. 153 del d. lgsl. 12 aprile 2006 n.163.

Approfondimenti