Traforo autostradale del Monte Bianco: adeguamento e progetto di raddoppio

ultimo aggiornamento: 06/03/2024 | settore: Trafori e valichi
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Descrizione Progetto

La galleria del traforo, che ha quasi 60 anni, deve essere sottoposta a pesanti lavori di ristrutturazione. L’ente di gestione Sitmb (Società Italiana del traforo Monte Bianco), ha predisposto un piano per il rifacimento della volta e del manto stradale che comporta una spesa di 500 milioni ma soprattutto la chiusura del traforo per 4 mesi all’anno per 18 anni.

La vera ragione è che la costosa risistemazione non risolve i problemi del traforo che è ormai un’opera datata, realizzata quando i camion per il trasporto merci, cioè i maggiori clienti dell’infrastruttura, erano più piccoli. Adesso se si incontrano in direzioni opposte due camion frigoriferi non riescono a passare. Il traforo è per metà italiano e metà francese. I francesi non sono favorevoli adducendo la scusa dell’inquinamento anche se in realtà non ci sarebbe il raddoppio del traffico. Inoltre se l’opera sarà realizzata, si ritiene entro il 2028, verrà autorizzato solo il passaggio di camion con determinate caratteristiche euro 6 o 7. Lo studio geologico è quello del vecchio traforo. Le tecniche di realizzazione sono molto cambiate ed in un anno e mezzo la nuova “canna” sarebbe pronta. Poi ci sono le opere di finitura e di sicurezza.

Nel 2023 è previsto un incontro in Giunta Regionale dedicato a questi argomenti con il presidente della Valle d’Aosta Luigi Bertschy. Da sottolineare che il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha già esposto la problematica al suo omologo francese. Anche il presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay, ha sottolineato l’importanza di questo progetto in relazione all’entrata in funzione, nei prossimi 10 anni, della Torino-Lione e del Terzo Valico Appenninico che daranno nuovo impulso allo sviluppo industriale della logistica del Piemonte e non solo. L’unica strada è che ci sia un tavolo tra i governi d’ Italia e Francia e tutti i soggetti interessati per trovare una soluzione al più presto.

La prima chiusura del traforo, per almeno tre mesi e mezzo, è già prevista per il prossimo settembre, ma Sitmb sarebbe pronta a interrompere i lavori, dall’anno seguente, se venisse trovata una intesa per il raddoppio dell’infrastruttura, posticipando così i lavori al vecchio tunnel di 5 anni evitando in questo modo la chiusura che comporterebbe problemi al traffico merci ma anche a tutti i numerosi italiani, soprattutto milanesi, che negli anni hanno comperato la seconda casa a Chamonix.

Già tre anni fa Sitmb aveva votato per il raddoppio. Contrari invece i francesi che possiedono la metà dell’opera.  Il sindaco di Chamonix teme per l’inquinamento. Da sottolineare però che le attese a motore acceso, che nei periodi di punta arrivano fino a 3-4 ore, sono certamente più nocive del traffico scorrevole che sarebbe garantito dalla nuova infrastruttura.

L'intera operazione di manutenzione programmata comporta un investimento complessivo di 48 milioni di euro, sostenuto da Traforo del Monte Bianco - GEIE e ripartito in parti uguali tra le 2 società, italiana e francese, che gestiscono il tunnel. Sulla spesa ha pesato la presenza di amianto riscontrata a inizio lavori, che richiede più tempo e l'adozione di misure precauzionali onerose.

La conseguenza della chiusura del tunnel del Monte Bianco sarà che buona parte del traffico verso Francia e Svizzera si trasferirà sulle strade a autostrade del Piemonte in particolare sul Tunnel del Frejus che dovrebbe raddoppiare la sua portata dal 2023. Il Tunnel del Frejus e il Tunnel del Monte Bianco assorbono circa il 12,2 per cento del traffico pesante che attraversa le Alpi ogni anno, che oggi è ripartito più o meno a metà tra le 2 infrastrutture.

Intanto, mentre il Tunnel del Frejus raddoppia con l’apertura della seconda canna, dal governo arriva uno stop all’ipotesi di raddoppiare anche il Tunnel del Monte Bianco. I francesi infatti sono contrari. La questione del raddoppio potrà essere affrontata se, da un lato, vi è pieno accordo tra le parti italiana e francese e, dall’altra, una piena presa di responsabilità da parte delle comunità locali.

Al traforo del Monte Bianco l'estate 2022 è stata la seconda più trafficata degli ultimi 10 anni: tra luglio e agosto sono transitati dal tunnel 370 mila veicoli, tra auto e moto. I mezzi pesanti, invece, sono in calo del 5% rispetto al 2019 ultimo anno pre-pandemia. Probabilmente hanno inciso le chiusure programmate per lavori di manutenzione.

Il tema è stato più volte sollevato, in particolar modo, il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Francesco Turcato si è espresso più volte sulla necessità di realizzare la seconda canna ed in relazione alla chiusura programmata per lavori di manutenzione per 3-4 mesi l’anno per 18 anni. Anche i dati forniti dal Centro studi di Confindustria ne hanno dato conferma: « il costo in termini di valore aggiunto di una nuova chiusura del traforo del Monte Bianco della durata di un anno potrebbe essere di circa il -2,2% del valore aggiunto regionale. Se la chiusura fosse di tre mesi (il periodo previsto nel 2023, ndr), l’impatto economico sarebbe pari al -0,54%. Ricordando che questo effetto negativo sul Pil annuo regionale verrebbe subito dalla Valle d’Aosta per 18 anni consecutivi, l’impatto cumulato in questo lungo periodo sarebbe di -9,8 punti percentuali».

Ad agosto 2023, una frana nella Valle della Maurienne ha interdetto la circolazione nel tunnel del Frejus, con conseguenziale riversarsi dell’intero traffico veicolare, soprattutto di mezzi pesanti, sul traforo del Monte Bianco, il quale ha registrato forti disagi per la circolazione.

Si è poi concordato con il posticipo della chiusura programmata del tunnel autostradale del Monte Bianco, proprio per evitare un blocco totale dei confini italiani alpini sul versante francese.

In tale occasione, è emersa ancora di più la necessità di valutare con estrema attenzione la realizzazione della seconda canna e sulla strategicità del sistema dei valichi alpini, e per evitare una serie problematiche all’intero sistema logistico ed industriale italiano che gravita attorno ai corridoi transalpini e connettono l’Italia all’Europa.

“Il tunnel del Monte Bianco e’ un fattore strategico per il Paese, attorno al quale bisogna costruire un dibattito industriale con un impatto politico ed economico”, lo ha affermato Marco Gay, presidente Confindustria Piemonte.

A novembre del 2023 il ministro francese Clemente Beaune ha confermato che la priorità del governo è quella di accelerare i lavori e gli sforzi per concludere le linee ferroviarie tra Italia e Francia, quindi il raddoppio della linea autostradale del Monte Bianco ad ora è accantonata.

Soggetti coinvolti

Regione Piemonte, Sitmb, che vede Autostrade per l’Italia al 51%, seguita da Anas 32,1%, Regione Valle d’Aosta 10,6% e il Cantone e la città di Ginevra ed il Governo francese.

Cronoprogramma

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Copertura finanziaria

  • Disponibili 0 Milioni di €
  • Non ancora disponibili 1.700 Milioni di €

Stato di avanzamento del progetto

Stato Progettazione

Proposta/programmato

Progettazione

Costo dell'Opera

1.700.000.000

Dettaglio Costi

Costo complessivo per il rifacimento del manto stradale e della soletta del tunnel è stimato in 500ml di euro, mentre per il raddoppio si prevedono 1,2 mld di euro.

La Sitmb assicura che le coperture finanziarie ci sono. Infatti sono stati accantonati dalla riapertura del tunnel, che è rimasto chiuso per tre anni, dopo l’incidente del 1999 ad oggi grazie all’aumento delle tariffe finalizzate al raddoppio dello stesso.

Finanziamenti disponibili

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